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Il brownie buono per tutti

§ marzo 29th, 2013 § Filed under Ricette dal mondo § Tagged , , , , , , , , § No Comments

Il brownie è un dolce decisamente godereccio, che esalta senza vergogna tre ingredienti benemeriti: cioccolato, burro e zucchero.
Una mia amica sostiene che la sua religione le impone di mangiare solo dolci che contengono cioccolato: effettivamente i dogma possono essere duri, ma quando si è sostenuti dalla fede…
Un aspetto geniale del brownie è che viene eccellente anche nella versione senza glutine, in modo del tutto semplice e senza bisogno di diventare dei piccoli chimici in cucina per sostituire la farina di grano con altre farine.
Questa versione del brownie con la farina di mandorle, di cui sono largamente debitore al bel blog “Un’americana in cucina“, è quindi perfetta come dessert anche per i celiarci, ma davvero vale la pena provarla in ogni caso.
INGREDIENTI STRUMENTI
280 gr di cioccolato fondente 1 pentola
200 gr di burro 1 pentolino
180 gr di zucchero 1 cucchiaio
3 uova intere 1 ciotola capiente
150 gr di farina di mandorle 1 frusta
100 gr di pinoli 1 tortiera a cerniera di 22cm
1 pizzico di sale forno

 

Prima di tutto si accende il forno ventilato a 170 gradi.

Poi si mette in un pentolino il cioccolato, il burro, lo zucchero e il sale per sciogliere tutto a bagno maria (ovvero inserendo il pentolino in una pentola più grande piena d’acqua, facendo attenzione che sfiori l’acqua, ma che non sia immerso); si accende il fuoco e quando gli ingredienti iniziano a sciogliersi, si gira col cucchiaio lentamente, in modo che venga una bella crema liscia e densa. A me il brownie piace decisamente cioccolatoso, per cui ho abbondato un po’, senza prestare troppa attenzione alla bilancia: l’importante è che il cioccolato sia fondente, con almeno il 50% di cacao.

Quando sarà tutto sciolto, occorre resistere alla tentazione di mangiare questa crema col cucchiaio e la si lascia raffreddare leggermente. Quindi la si versa in una ciotola e si aggiungono le uova, una alla volta, sbattendo velocemente.

Non ho la minima idea se sia vero o no – l’arte dolciaria è piena di atti di fede – ma credo che sia importante lavorare tutti gli ingredienti con vigore e rapidità per fare sì che a fine cottura venga una buona crosticina sul brownie.

Finite le uova si aggiunge la farina di mandorle – potete comprarla già pronta oppure prendere delle mandorle e frullarle finemente – e i pinoli (nella ricetta originaria venivano aggiunte le noci, altrettanto buone, ma ho un debole per i pinoli e consiglio di provarli).

A questo punto si imburra la tortiera a cerniera, si mette un po’ di farina di mandorle (o di riso, o qualsiasi altra farina che serva a non fare attaccare il dolce e lo mantenga gluten free), e via in forno a 170° per 25 minuti. Il brownie non deve cuocere troppo, la vera libidine è quando sopra ha appunto una parte leggermente croccante e dentro è ancora un po’ morbido.

Se tutto va bene, finirà così (non ho fatto in tempo a fare altre foto!):

Linzer Torte: la torta che profuma di torta

§ dicembre 3rd, 2012 § Filed under Ricette dal mondo § Tagged , , , , , , , , § 1 Comment

La Linzer è praticamente il motivo per cui ho ripreso a cucinare, dopo anni in cui il cibo buono era solo al ristorante e il cibo in casa era solo pre-cucinato.

Quando Mauro mi ha regalato il corso di pasticceria austro-ungarica dicendo “dato che vuoi riprendere a cucinare, un corso ti darebbe la giusta motivazione“, in realtà voleva semplicemente che fossi in grado di preparare il suo dolce preferito. Del resto, chi non partirebbe dalle torte di Sissi per rimettersi ai fornelli quando torna a casa dal lavoro?

La Linzer è un dolce splendido, perché ha insieme due caratteristiche fondamentali per la mia libidine: un odore che inebria e anticipa il gusto, insieme a una consistenza ruvida e corposa che mi dà subito l’idea di sazietà.

La mia ricetta è come sempre ispirata da altri più bravi di me: l’insegnante della Cucina Italiana, l’immancabile Cavoletto e una blogger tedesca che ho scoperto per caso (cioè per google):

INGREDIENTI BASE MARMELLATA STRUMENTI
200 gr di farina almeno 300 gr di marmellata di lamponi 1 ciotola capiente
100 gr di mandorle tritate 1 cucchiaio di legno
100 gr di nocciole tritate 1 coltello
200 gr di burro 1 minipimer per mandorle e nocciole
150 gr di zucchero 1 tortiera con cerniera da 26/28 cm
un uovo 1 colino per setacciare la farina
cannella e chiodi garofano forno
un goccio di grappa carta da forno
20 gr di cacao in polvere pellicola per alimenti

 

Per prima cosa tolgo il burro dal frigo per farlo ammorbidire. Quindi mescolo bene tutti gli ingredienti secchi: la farina setacciata, il cacao (è facoltativo, ma si aggiunge bene al mix aromatico della torta), lo zucchero, cannella e chiodi di garofano a piacere. A questo punto occorre tritare le mandorle e le nocciole, o prenderle già tritate come ho fatto io, e unirle al composto. Se le tritate con un minipimer, fate attenzione a non renderle una farina, ma a mantenerle granulose, perché sono ingredienti da sentire sotto i denti quando si morde la torta. In molte ricette vengono usate solo le mandorle o solo le nocciole, ma io preferisco non rinunciare a nulla :)

Dopo di che aggiungo il burro e lavoro tutto con le mani, fino a quando non si formano come delle grosse briciole. L’ultimo ingrediente fondamentale è l’uovo intero, che si può incorporare al resto o con le mani o con un cucchiaio di legno. Per terminare l’impasto alcuni aggiungono del limone, altri un bel goccio di grappa: io ho provato ovviamente la grappa, ed è una grande idea! Si forma infine una palla compatta, profumatissima e un po’ appiccicosa, la si avvolge nella pellicola e la si mette in frigo per almeno un’ora.

Una volta che gli ingredienti si sono bene compattati e armonizzati tra loro, prendo circa 2/3 dell’impasto per stendere la base e il rimanente per fare un bordo circolare e le decorazioni interne.

L’impasto finale non è facilissimo da stendere e io mi trovo bene a fare questa operazione direttamente con le mani nella tortiera, debitamente imburrata e infarinata, o meglio ancora sulla carta da forno, facendo attenzione a non pressare troppo per non farla attaccare. Sull’impasto spalmo la marmellata di lamponi (o altro, l’importante è che non sia troppo dolce) a volontà.

Con il resto dell’impasto ci si può sbizzarrire a seconda della propria pazienza, abilità e fantasia. A me le strisce “da crostata” non vengono mai particolarmente bene, ma le trovo irresistibili. Poi, ribadisco, il bello di questa torta è più la sua concretezza che la sua raffinatezza!

Inforno per almeno 20 minuti a 180 gradi. Annusare a piacere e servire con moderazione.

foto di Mauro Tosca

 

Il muesli estivo del dottor Bircher

§ luglio 12th, 2012 § Filed under Ricette dal mondo § Tagged , , , , , , , , , § No Comments

colazione mangiata e scattata da Mauro Tosca

 

C’era una volta un bel locale parigino in cui andare a fare il brunch in compagnia degli amici. Questo locale si chiamava Le Bal e serviva, tra le altre cose, Poitrine de porc, orge perlé, carottes, persil oppure Foie de veau de corrèze, patate douce, cerises anglaises. In mezzo a tanta opulenza e bontà, con pareti ricoperte di libri e camerieri che sembravano consulenti di bellezza e benessere, figurava anche il Bircher Muesli, tanto esotico quanto può esserlo un piatto di origine svizzera… Eppure fu amore a prima vista.

Come spesso accade nelle relazioni sentimentali, dopo l’infatuazione iniziale comincia la vera conoscenza e si scoprono aspetti a prima vista ignorati e per fortuna positivi. Per esempio il fatto che questo muesli può essere preparato con una varietà notevole di ingredienti che si hanno a disposizione in casa o che semplicemente soddisfano il proprio gusto; o ancora il fatto che d’estate, nelle calde mattine italiane, è una colazione corroborante e rinfrescante allo stesso tempo.

Questa è la ricetta che più o meno ho trovato in rete, con le solite variazioni personalissime:

 

PER IL MUESLI STRUMENTI VARIAZIONI LIBERE
200g di avena una ciotola capiente un cestino di more
350ml di succo di mela 4 piccole ciotole per le singole porzioni una manciata di mandorle tostate
2 mele verdi (o altre varietà, a seconda dei gusti) 1 cucchiaio una manciata di noci
125g di yogurt bianco pellicola trasparente qualche albicocca
2 cucchiai di miele 1 frigo

 

Per prima cosa occorre mettere l’avena in una ciotola e affogarla con il succo di mela, coprire con della pellicola trasparente, mettere tutto in frigo e lasciare passare una notte. La mattina ci si sveglia, si versa sull’avena lo yogurt bianco, il miele, si tagliano a tocchetti 2 mele, si mescola il tutto e a questo punto la ricetta canonica è finita. Per arricchire il piatto si possono aggiungere altra frutta a pezzi e/o frutta secca. Per esempio a me piace molto con le more e con le mandorle. Prima o poi lo vorrei provare anche con le noci o con le albicocche.Una volta ho usato anche mezza banana che mi era rimasta dalla sera prima. Insomma, è praticamente il polpettone delle colazioni.

Con queste dosi si ricavano 4 porzioni abbondanti, che possono essere conservate in frigo per 2/3 giorni.

Niente fornelli, un ottimo svuota-frigo e molto gustoso.

Bon appetit!